Italia, apr-mag-giu 2015

“La qualità del vino. capitolo XII”

Gianfranco Soldera per la rivista Oinos

Finalmente abbiamo avuto dal cielo una bellissima primavera. La stagione è stata molto favorevole.

Queste  le fasi fenologiche delle viti:

  1. dalla potatura, che ho iniziato nella seconda decade di febbraio e perciò inizio della gemma invernale, poi il pianto della vite, il rigonfiamento della gemma, la gemma nel cotone e la punta verde;
  2. l’inizio dello sviluppo delle foglie con l’emergenza delle foglie, lo sviluppo delle foglie nelle varie fasi, dalla prima foglia distesa, alla quarta foglia distesa;
  3. l’apparizione delle infiorescenze con grappoli visivi, bottoni fiorali agglomerati,  bottoni fiorali separati;
  4. la fioritura con inizio fioritura, fioritura, piena fioritura,  fine della fioritura;
  5. allo sviluppo dei frutti, che è la situazione attuale, alla fine della primavera con lo sviluppo dei frutti e l’inizio dell’allegagione.

Tutte le fasi hanno avuto a Case Basse un andamento molto felice, le viti sono davvero belle e gli sviluppi fenologici delle stesse sono stati finora molto favorevoli con poca umidità, molto caldo,  molta luce e temperature notturne abbastanza basse.

Non posso non rimarcare che la qualità dell’uva e perciò del vino proveniente solo da quell’uva coltivata dal produttore –  è conseguenza di tutti quei lavori manuali che il contadino effettua con grande attenzione e concentrazione, iniziando dalla potatura con disinfezione di ogni taglio e successiva cicatrizzazione: se il taglio rimane scoperto entra acqua e/o umidità, provocando danni anche irreparabili a quella vite; il  ripristino della palificazione; la legatura di ogni vite al tutore, in modo che lo sviluppo fogliare abbia un buon sostegno: particolare attenzione deve essere rivolta alla zappatura manuale di ogni vite, in modo da levare le radici delle infestanti (in particolare la gramigna), che provocano  notevoli danni allo sviluppo dell’apparato fogliare e al grappolo.

Durante l’inverno abbiamo effettuato notevoli lavori idraulici sia lungo l’esterno delle vigne, ma anche nell’interno dei filari,  in modo da far defluire l’acqua al di fuori delle vigne e la pulizia dei boschi che contornano i miei  vigneti,  anche in funzione di un’ottimale circolazione dell’aria,  ci ha occupato molto tempo, ma sono sicuro che questi lavori ci permetteranno una migliore gestione della maturazione dell’uva.

Vorrei ribadire quanto scrivo e sostengo da moltissimi anni: la differenza tra l’uva industriale e l’uva artigianale è nell’utilizzo delle macchine in vigna; il mio parere è che la vite non può ne deve essere mai toccata da alcuna macchina, solo l’uomo esperto  – che è tutti i giorni in vigna,  usando molto bene il cervello,  gli occhi e le mani –  può gestire al meglio lo sviluppo della vite sino ad ottenere un’uva sana e matura, condizione essenziale per produrre un grande vino. E ciò si completa in cantina, dove, a mio parere, non si deve mai filtrare, chiarificare, torchiare ne usare qualsiasi prodotto (se non pochissima solforosa) aggiuntivo al mosto e poi al vino.  Bisogna avere molta attenzione, concentrazione e pazienza, poiché il vino deve maturare in tempi lunghi, un grandissimo Barolo di un mio carissimo amico è stato in botte grande nove anni: io, per ora, arrivo ad un massimo di circa sette anni di maturazione in grandi botti di Rovere di Slavonia e la mia media, negli anni, è di cinque anni.

Abbiamo recentemente organizzato a Case Basse un incontro sul tema “La nuova legge di riforma del lavoro anche con i risvolti inerenti i benefici fiscali e previdenziali  che le assunzioni a tempo indeterminato comportano”. L’esposizione dell’Avvocato Falasca , esperto del settore,  è stata interessantissima e molto approfondita, così come gli interventi degli amici che hanno arricchito notevolmente i partecipanti. Sono molto felice di organizzare a Case Basse questi incontri così stimolanti ed è nella nostra tradizione organizzare più convegni all’anno con temi sia specifici del vino sia con altri temi d’ interesse generale. Ho sempre ritenuto che gli incontri con studiosi di settori diversi siano molto importanti per la crescita culturale della nostra famiglia e dei nostri amici.

Passando all’attualità, la situazione economica italiana continua ad essere di difficoltà ed a questo si è aggiunta la crisi della Russia, speriamo che gli uomini di buona volontà abbiano il sopravvento e che le armi non vengano usate. Per nostra fortuna, malgrado la crisi, abbiamo venduto tutta la produzione  del 2007 e del 2008 Toscana IGT Soldera 100% Sangiovese ed attendiamo che  il 2009, che sta maturando molto bene in botte,  sia pronto per l’imbottigliamento.

La stampa nazionale, forse anche per il tema EXPO, in questo periodo scrive molto di cibo e tocca temi a me cari:

  1. nell’industria alimentare danni provocati da pesticidi, fertilizzazione massiccia, spreco enorme di acqua, monocolture e tutto ciò contribuisce notevolmente ai cambiamenti climatici;
  2. disboscamenti enormi per l’allevamento del bestiame (ricordiamoci che per 1 chilo di bistecca occorrono 10mila litri d’acqua);
  3. enorme spreco di energia e conseguente inquinamento per il trasporto di derrate alimentari, che, nel mondo occidentale, vengono distrutte e non consumate per il 35% del totale; dobbiamo inoltre calcolare anche quanta energia sprechiamo in ogni abitazione per la conservazione dei cibi in frigorifero e congelatore;
  4. l’industria alimentare deve necessariamente sterilizzare i prodotti e ciò è assolutamente contro a quanto necessita il nostro organismo, in quanto l’insieme dei batteri presenti normalmente nel nostro intestino costituisce un vero e proprio organo endocrino, che produce neurotrasmettitori, come quelli utilizzati dal cervello. Studi recenti sempre più confermano l’importanza dell’alimentazione naturale sull’attività cerebrale.

La stampa nazionale ha riportato con molta enfasi le affermazioni di un grande scrittore italiano contemporaneo, che, ha detto in un consesso universitario “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere senza danneggiare la collettività e venivano zittiti”  e inoltre ha detto “La TV aveva promosso lo scemo del villaggio, rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità”. Ha poi invitato giornali e scuola “ad insegnare a tutti a filtrare le informazioni di Internet: saper copiare è una virtù,  ma le informazioni vanno paragonate”.

Cosa ne pensate?