Italia, Marzo-Aprile, 2009

“I VECCHI BRUNELLO DI SOLDERA ‘DA DIVO'” di R. Greco

“Il Chianti e le terre del vino”

Nella suggestiva location medievale del ristorante “Antica Osteria da Divo”, situato nel cuore di Siena a due passi dal Duomo, si è tenuta la cena degustazione di alcune vecchie annate di Brunello di Montalcino di Gianfranco Soldera: annata 1982, riserva 1983, riserva 1991, riserva 1994 e riserva 1999. Pino Di Cicco, chef del ristorante con esperienze internazionali, ha studiato un menù d’accompagnamento al vero protagonista della serata, il Brunello dell’azienda agricola Case Basse. Piatti molto semplici e tradizionali: bruschette con olio di olivastra seggianese “Silene” di Roberto Rossi, quaglia saporita e profumata al rosmarino, tagliatelle all’uovo con ragù di cinta senese in bianco, coniglio con patate arrosto e assaggi di pecorini di San Gimignano accompagnati da miele d’acacia e mostarda di mele di Bruno Bruchi. All’evento ha partecipato anche Gianfranco Soldera, padre dei grandi vini stappati per l’occasione, che ha dato delucidazioni sul suo personale punto di vista sul vino e ha stupito tutti offrendo per la serata una sorpresa: una rarissima magnum del suo Rosso di Montalcino 1979. Soldera ha anche colto l’occasione per fare omaggio del suo libro “Tra Natura e Passione”, regalandone una copia autografata con dedica a tutti gli ospiti. Tre sono stati i grandi protagonisti per eccellenza di questa serata: il vino, il cibo e, ultimo, ma non meno importante, l’ambiente del locale ricavato in volte tufacee d’origine etrusca. I menù sono costantemente aggiornati con prodotti stagionali, i piatti sono studiati meticolosamente dallo chef Di Cicco, che, oltre ad aver avuto esperienze internazionali precedenti alla presa in gestione dell’osteria senese, continua ancora oggi a fare consulenze redigendo menù e carte dei vini per l’azienda Stone House, proprietaria dell’albergo cinque stelle Goosewinghotel a New York. «È molto importante – racconta Pino – collaborare con l’estero, porta a conoscere nuove persone, fare scambi culturali, scoprire diversi punti di vista, tecniche, ingredienti e nuovi gusti. È bene far tesoro di queste esperienze e prenderne spunti per la propria cucina: una porta aperta sul mondo e le sue mille possibilità».

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