Come nasce un grande vino naturale


Vitivinicoltura naturale a Soldera Case Basse®

Il progetto di vitivinicoltura naturale di Gianfranco Soldera si fonda su un principio fondamentale: per produrre un vino di pregio, è necessario curare non solo le viti, ma anche l’ambiente circostante.
La viticoltura naturale ha bisogno di un ecosistema complesso, fatto di altre piante, di insetti e animali. La mano dell’uomo non basta e senz’altro non è di aiuto se pretende di sfruttare il suolo e le colture senza riguardo.
L’apporto migliore che può dare l’essere umano alla vitivinicoltura, è fare tesoro della cultura e della sapienza contadina e risolverne le problematiche tramite lo studio e l’applicazione delle tecniche che l’innovazione scientifica e tecnologica mettono a disposizione.

Coltivazione naturale e vendemmia manuale

A Case Basse le vigne sono impiantate in un ecosistema complesso, fatto di una gran varietà di altre piante, animali e insetti.
Un ambiente che gode di una simile biodiversità, consente alle viti di mantenersi in salute e trovare nel loro ambiente gli antagonisti a problematiche e patologie potenzialmente lesive della loro integrità.
L’apporto del contesto naturale è fondamentale: infatti a Case Basse non vengono usati diserbanti né altri prodotti chimici, i terreni vengono concimati esclusivamente con sostanze organiche e i filari vengono lavorati a mano.

L’estensione dei vitigni è ridotta (10 ettari in tutto), per far sì che la lavorazione delle piante possa essere fatta a mano e che la vendemmia, anch’essa manuale, si concluda in tempi brevi.

La vendemmia a Case Basse è completamente manuale: l’uva viene selezionata prima in vigna e poi ancora in cantina, in modo che solo quella sana e matura sia diraspata, mantenendo gli acini interi. Un’ultima scrupolosa selezione riguarda proprio gli acini, passati uno a uno per verificarne la qualità.

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L’ecosistema Case Basse

 

L’ambiente naturale che cresce e prospera intorno e tra i vitigni, è cruciale per garantire la qualità del vino Soldera: è quello che in azienda chiamano “l’ecosistema Case Basse”.

Gianfranco e Graziella hanno ristrutturato i fabbricati abbandonati all’interno della tenuta, ripristinandoli all’architettura originale dei casali toscani, fatta di muri a secco dove trovano rifugio rondini, pettirossi e piccoli mammiferi, come gli scoiattoli, oltre a moltissimi insetti.
Consapevoli dell’importanza del contesto in cui crescono le viti, incentivano l’insediamento di uccelli e altri animali, anche grazie all’installazione di nidi artificiali. Impiantano arnie per lasciare che le api facciano il loro prezioso lavoro sui filari. Coltivano alberi da frutto, cespugli di bacche e melograni che garantiscano cibo a uccelli e insetti anche in autunno e inverno
È anche grazie a queste creature se le viti di Sangiovese qui prosperano.

Sempre nell’ottica di salvaguardia di un prezioso ecosistema dagli equilibri delicati, si inserisce la cura per gli antichi ulivi presenti nella tenuta sin dal loro insediamento, negli anni ’70. E ancora del bosco di otto ettari che cresce sulla proprietà, nel quale spiccano maestose querce secolari.

Per contribuire alla biodiversità del luogo e assecondando una passione personale, Graziella Soldera ha creato un giardino botanico  di straordinaria bellezza.

Tradizione, tecnica, ricerca

L’esperienza contadina del passato insegna a seguire i ritmi della natura e a sviluppare un intuito particolare per i suoi processi.
La ricerca e la tecnica si inseriscono nella tradizione sottoponendo i processi naturali a verifica razionale, ricerca e sperimentazione.

Consapevole dell’importanza della tradizione, anche nel suo senso etimologico, Gianfranco Soldera si è reso promotore di studi e ricerche legate al Sangiovese, istituendo un premio che permetta di finanziare i giovani che scelgono di dedicarsi a questo vitigno.